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10 statistiche che vi farà piacere leggere/ Guarda le foto

Malattie debellate, lotta alla povertà, tutela dei diritti: una volta tanto, una carrellata di fatti che restituiscono un po’ di fiducia nel genere umano.

Con gli effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici e le instabilità politiche sotto gli occhi di tutti, è facile abbandonarsi alla convinzione che il mondo stia andando a rotoli. Eppure in diversi campi, stiamo conquistando traguardi che solo pochi anni fa sembravano irraggiungibili. Dal diritto al cibo all’eradicazione di gravi epidemie, dal calcio alla povertà alla lotta per la parità di genere: ecco alcuni successi in tema di salute pubblica e qualità della vita globali, che vi restituiranno un po’ di speranza nell’umanità.

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L NUMERO DI POVERI ASSOLUTI È 3 VOLTE PIÙ BASSO DI 50 ANNI FA.

La povertà assoluta è definita come la condizione di estrema necessità di chi è costretto a vivere con meno di 1,90 dollari (1,58 euro) al giorno. Per 150 anni, dal 1820 al 1970, il numero di persone in questa situazione è continuato a salire: alla fine degli anni ’70, oltre due miliardi di persone nel mondo versavano in uno stato di povertà assoluta. Ora questo numero è sceso a 705 milioni, grazie a politiche di inclusione e collaborazione che hanno fatto della lotta all’indigenza una delle priorità politiche globali.

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ABBIAMO PRATICAMENTE DEBELLATO LA POLIO.

Negli ultimi 17 anni il numero di nuovi contagi di polio non è sceso di molto, principalmente perché era già vicino allo zero. La quasi definitiva eradicazione della polio – un successo che dobbiamo al vaccino di Salk, scoperto 64 anni fa – ha fatto sì che nel 2016 si registrassero soltanto 37 nuovi casi al mondo della malattia virale e altamente contagiosa (in Nigeria, Afghanistan e Pakistan), che nel XX secolo ha ridotto alla paralisi migliaia di bambini in tutto il mondo. La Cina ha visto il suo ultimo caso di polio alla metà degli anni ’90, l’India 20 anni dopo.

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È AUMENTATO L’ACCESSO A METODI CONTRACCETTIVI.

L’emancipazione femminili è una delle leve più potenti per il benessere economico di una nazione: i Paesi che investono in politiche sanitarie a favore delle donne ricevono un ritorno in termini di nuova forza lavoro ed economia più solida. La conoscenza e l’uso di metodi contraccettivi aiutano le donne a migliorare il controllo della propria fertilità, a guadagnare anni preziosi da dedicare all’istruzione, a evitare le gravidanze in adolescenza, a interrompere il ciclo di mortalità infantile e a concentrarsi sulla propria famiglia, migliorandone le condizioni di vita. Nel 2016, 300 milioni di donne nelle 69 nazioni più povere del mondo hanno usato metodi contraccettivi, 30 milioni in più rispetto al 2012.

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ABBIAMO FATTO PASSI IN AVANTI NELLA LOTTA ALL’HIV.

Nel 2015, erano 36,7 milioni le persone sieropositive nel mondo, 1,8 milioni delle quali, bambini sotto i 15 anni. Un numero ancora molto alto, ma tanto si sta facendo in termini di sensibilizzazione sulle misure preventive e sulle terapie antiretrovirali che, chi oggi riceve una diagnosi, con le giuste terapie può avere un’aspettativa di vita nella norma. Oggi, muoiono di AIDS 0,14 persone ogni 1000; nei primi anni 2000, ne perivano 0,30. In alcuni Paesi (come a Cuba) si è riusciti ad azzerare il contagio madre-figlio durante gravidanza, parto e allattamento.

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EMPRE MENO BAMBINI MUOIONO PRIMA DEL LORO QUINTO COMPLEANNO.

Dal 1990, il numero di questi morti si è dimezzato, passando da 12,1 milioni a 5,8 milioni. Molto è dipeso dalla diffusione di misure semplici come la distribuzione di zanzariere antimalariche e di pozzi da cui estrarre acqua pulita. Una fetta importante di decessi evitati è legata poi al miglioramento delle condizioni di vita materna: complicanze in gravidanza e nascite pre-termine possono determinare la probabilità di morte nel primo anno di vita.

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È AUMENTATO L’ACCESSO A SERVIZI IGIENICI SICURI.

Negli ultimi 25 anni, la percentuale di persone nel mondo che non dispone di servizi igienici adeguati è scesa dal 57% al 33%. Questo è avvenuto anche grazie alla diffusione di toilette a secco, che non hanno bisogno di acqua, e investimenti in metodi di purificazione e potabilizzazione delle acque reflue che riducono la contaminazione di alimenti e bevande. L’obiettivo di garantire servizi sanitari decenti per tutti rimane comunque lontano: oltre 2 miliardi di persone è costretto a fare i propri bisogni all’aria aperta a causa di catastrofi naturali e guerre, e una persona su 8 non ha accesso all’acqua potabile.

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I MANGIA DI PIÙ (E MEGLIO).

Rispetto alle generazioni passate, e in ogni continente, mangiamo di più e in maniera più equa. Nel 1961 ogni persona consumava circa 2200 kcal, nel 2013 si era saliti a 2900. Questi dati includono solamente il cibo a disposizione in una famiglia e non quello che viene sprecato (una quantità che nei Paesi industrializzati, la quantità del quale resta impressionante).

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SEMPRE MENO BAMBINI SONO COSTRETTI A LAVORARE. L’istituzione di leggi a tutela dei minori e di soglie di età minima di accesso al lavoro (nonché degli anni di istruzione obbligatoria) hanno fatto precipitare la percentuale di giovanissimi costretti a lavori di fatica. Senza andare lontano, in Italia i minori tra i 10 e i 14 anni costretti a lavorare sono passati dal 64% del 1881 a meno del 4% nel 1961.

Nel mondo, è costretto a lavorare ancora il 17% della popolazione di under 14, circa 265 milioni di bambini.

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MANGIAMO PIÙ PRODOTTI FRESCHI.

Il consumo di frutta fresca è salito da 37 kg pro capite nel 1961 a 78 kg nel 2013: un aumento superiore al 100%, dovuto soprattutto ai miglioramenti dei sistemi di refrigerazione e di aiuto globale. L’accesso a prodotti freschi può essere un buon indicatore della salute globale, anche se la distribuzione rimane non equa. Paesi come Cina, Colombia, Stati Uniti hanno un consumo superiore alla media, mentre in altri ancora non si raggiunge questa soglia.

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